Archivio della Categoria ‘Principe b.’

09 nov

Ecco, con un po’ di ritardo le nuove puntate di Gaetano il Principe Buzzurro di Mario Palladino, sono state appena redatte e sono ancora fumanti di tastiera :biggrin: !

26′ puntata. Mentre 2 elfi erano fuori gioco e un terzo semi paralizzato, Strunzus iniziava a chidersi se Gaetano avesse qualche strano potere magico nascosto. “Chill’omm ‘e mmerda me stà frecann”, pensava sommessamente, “Chillo tene cacche maggia into o fiato ca’ccide pure i muorte!!! “Intanto Il principe, aveva sulla coscienza già un paio di costole incrinate e un trauma cardio-gastro-oculo-respiratorio, e mentre l’elfo boccheggiava prossimo alla morte, continuava a gridare come un gabbiano:
“Alzete!!! Alzete!!!”

Flatulea, incredula, iniziava a riporre un barlume di speranza nelle gesta del suo protetto, benché questo stesse in realtà distruggendo la gara dall’interno con immane cafonaggine. L’elfo seduto al tavolo era ormai in preda al terrore: sudava freddo, vedeva tutto viola scuro e accusava una fortissima nausea.

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23 ott

25′ puntata. Non aveva mai visto qualcosa di più repellente e becero del mostro seminudo che aveva di fronte. Le forze stavano per venirgli meno, la vista si stava annebbiando, e in men che non si dica, l’anziano elfo era a terra lungo disteso, privo di sensi. Gaetano, che come sappiamo era un gran bravo ragazzo, si lanciò a soccorrere l’ospite, sfoderando, ahimè, una respirazione bocca a bocca a dir poco letale. Ricordiamo, infatti, che Gaetano possedeva un’arma biologica, tra i denti. Un solo respiro a meno di otto metri, poteva uccidere un cinghiale adulto col raffreddore. Al solo contatto col tombino orale del nostro eroe, infatti, l’elfo prese ad agitarsi, mossa che Gaetano interpretò come una crisi convulsiva, da risolvere a suon di mazzate. Quindi alternò a ritmo frenetico grandi soffiate d’aria fetida e grappoli di cazzotti allo stomaco, sferrati, tral’altro, con una violenza inaudita. Il terzo commensale era di ghiaccio. Avrebbe voluto intervenire,ma il terrore lo bloccava.

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22 ott

24′ puntata. L’ammasso di sugo, pasta e Dio sa cos’altro, volò lungo la tavola, in un silenzio di tomba, e andò a spiaccicarsi nel bicchiere dell’elfo seduto di fronte a lui, che non fece una mossa. “ah! Scusateme, signori, ma m’era venuta un pò dde pasta al cervello!” fece Gaetano infilandosi un dito nella narice destra e spingendo su fino al polso. Lo spadaccino era sporco di sugo, rabbioso ma incapace di reagire. Quando poi Gaetano si pulì il dito sulla sua veste bianca con una naturalezza invidiabile, e una spiccata vena amichevole, L’elfo svenne con un rivolo di saliva alla bocca. A veder questi fatti, il commensale che sembrava essere il più anziano dei tre, si alzò e per la prima volta aprì bocca. “sarai punito, maledetto fungo mostruoso!” disse trattenendo le lacrime. Gaetano non si scompose più di tanto, anzi, si limitò a tirare un rutto alla cernia decomposta e a grattarsi tra le chiappe dopo essersi calato i calzoni. L’elfo anziano sbiancò.

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21 ott

23′ puntata. “se continua così il mio colon non tornerà mai come prima. E gli elfi gli staccheranno la testa!” E infatti i tre elegantissimi commensali apparivano disgustati, e non poco, dalla inumana voracità di Gaetano e dai suoi modi rupestri. Ma l’apoteosi fu quando il nostro eroe starnutì: un’esplosione di tagliatelle e sugo colpì gli elfi e le loro bianche tuniche, come una palla da bowling in un cesto di uova. I tre non mossero un muscolo, ma continuarono a fissare Gaetano come ipnotizzati, mentre tentava di sfilarsi dal naso una tagliatella di mezzo metro con tanto di polpettina di carne. Il principe, con uno charme e una noncuranza spaziali, iniziò ad arrotolare intorno al suo dito indice la pasta che aveva nelle narici. L’elfo con la spada tremava, mentre con una mano stringeva l’arma. Fu proprio allora che Gaetano, forte di una vita passata a fare schifezze, soffiò forte col naso, tirando il gomitolo di pasta, che schizzò fuori come un tappo di champagne d’annata.

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20 ott

22′ puntata. Flatulea si mise le mani tra i capelli, cosciente della stronzata che aveva appena fatto… Strunzus, ormai sicuro della sua vittoria, alzò il braccio e fece comparire un vassoio pieno di tagliatelle, quelle del tipo “schizzo da sedici metri con altissima probabilità di inzaccheraggio camicie bianche”. Gaetano si lanciò per primo sul vassoio, con un grido di guerra a volumi da stadio e un tovagliolo infilato nel colletto. Prese e scaricò nel suo piatto una quantità industriale di pasta, e iniziò a mangiare, facendo un rumore assordante che ricordava vagamente un motopeschereccio in partenza Gli elfi si guardavano attoniti, con occhi grossi come arance di sicilia, mentre il principe con la velocità e il fragore di un razzo, portava attacchi significativi al vassoio, senza alcuna pietà. “a mago, ce sai fa ‘n cucina! Sembreno più bone de quelle de mì nonna!” disse Gaetano, mentre una palla di tagliatelle enorme gli ballava tra i denti. “è la fine” pensò Flatulea.

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19 ott

21′ puntata. Gaetano accettò di buon grado, e i due maghi lo misero al corrente della natura della prova. “Gaetano,” fece Strunzus ridacchiando, “la tua prova è questa: dovrai sederti a tavola e cenare con gli elfi, che sono una razza molto attaccata alle tradizioni e alle buone maniere. Se sbaglierai ti faranno molto male!” dette queste parole, il perfido mago alzò un braccio, e come per magia, apparve una tavola imbandita con tre signori dalle lunghe orecchie e i capelli chiari. Erano gli elfi. “che se magna?” disse Gaetano grattandosi il pacco e contemporaneamente facendo un rutto all’aglio e togliendosi gli stivali che lasciò cadere sulla tavola. Gli elfi sgranarono gli occhi, senza dire una parola. Uno di loro accarezzò lentamente l’elsa della sua spada. Gaetano si lanciò su una sedia, quasi riducendola in scaglie, tanta fu la delicatezza con cui si sedette, tral’altro pestando il piede sinistro dell’elfo spadaccino, che trattenne un urlo inumano e pianse sommessamente.

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18 ott

20′ puntata. Flatulea e Strunzus si scontrarono in un duello all’ultimo sangue, lanciando incantesimi potentissimi e distruggendo ogni cosa. Gaetano si riparò dietro un ficus e stette ad osservare la scena allibito. La lotta si protrasse per ore finché, stremati, i due combattenti scesero a patti. Il principe li vide confabulare, senza capire un cazzo di quello che si dicevano, ma notò che entrambi gli lanciavano occhiate preoccupanti. “vieni qui, mostro lacustre!” disse Flatulea facendogli un cenno con la mano. Gaetano si avvicinò lentamente, con sospetto. “io e il mago Strunzus abbiamo una questione in sospeso, ma con la magia non riusciamo a risolverla.” fece la maga. “così abbiamo deciso di fare una scommessa.” “scommessa de che?” balbettò il merdoso reale. “ti sottoporremo ad una dura prova, Gaetano. Io scommetto su di te. Strunzus, ovviamente, contro. Se vincerò, la maledizione al colon sparirà. Se perderò, prenderai un fracco di mazzate, e sarai schiavo di Strunzus.”

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17 ott

19′ puntata. “arresta la tua defecazione, forestiero!” disse il mago, che in pubblico era solito parlare come Alberto Angela all’esame di maturità. “questo giardino mi appartiene! E in quanto proprietà privata, il tuo sordido gesto è fuori contesto, fuori luogo e disgustoso!” “ma che c’hai paura de’n pò de mmerda, signò?” fece Gaetano, tirandosi su i calzoni senza neanche far la mossa di pulirsi. “io cerco il mago Strunzus… Che sai dove sta?” chiese con garbo il principe. “Strunzus sono io, villano! E sono qui per punirti!” il mago era incazzato nero, e stava per scagliare un incantesimo su Gaetano, quando nell’aria iniziò a librarsi un odore di cozze marce. Gaetano, dall’alto del suo Kbite di memoria, riconobbe l’odore di Flatulea. “a signò, aiutateme! Strunzus mi vuole trasformà in un qualche animale schifoso!” Flatulea apparve a mezz’aria, su una nube verde, e lanciando un peto da guerra alla trota morta, si scagliò sul mago con l’intenzione di aprirgli il culo.

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