“Con le pinne fucile ed occhiali quando il mare e’ una tavola blu sotto un cielo di mille colori ci tuffiamo con la testa all’ingiu’…” sì, ma attenzione alle meduse! Insidiosi abitanti marini dai tentatoli urticanti, durante la stagione calda insidiano i nostri mari e le nostre meritate vacanze. Ma siamo sicuri che siano loro gli invasori? In effetti, le meduse non attaccano, non vengono verso di noi decise a colpirci, tutt’al più siamo noi che andiamo loro addosso. Bisognerebbe imparare a conviverci, senza disturbarle, in modo da non venir disturbati. Ma la convivenza appare alquanto delicata, quasi impossibile. Allora, quali sono i metodi per sfuggire ai loro attacchi difensivi? Primo tra tutti, il metodo più efficace è quello di evitarle, non facendo il bagno. Ma ovviamente non è il più opportuno. Allora cosa fare?
Lo sapevate che in certe parti del mondo (Australia per esempio) le meduse fanno più vittime degli squali? Questo perché in certi mari, per fortuna non il Mediterraneo, le meduse raggiungono dimensioni elevate. Ciò comporta la presenza di enormi tentacoli pieni dei cosiddetti cnidocisti (sarebbero i piccoli organelli cellulari contenenti il veleno). E più cnidocisti colpiscono, più forte sarà l’infiammazione provocata.
Alcune meduse possono causare shock anafilattico, in altri casi meno gravi si tratta di problemi come difficoltà respiratorie, sudorazione, disorientamento, pallore e reazione cutanea diffusa. In questi casi è opportuno recarsi immediatamente al pronto soccorso.
Ma se volessimo risolvere hic et nunc il bruciore dovuto alla reazione infiammatoria cosa bisognerebbe fare? Molti rimedi della nonna si sono rilevati inutili, se non peggiorativi (l’ammoniaca non disattiva le tossine delle meduse, anzi potrebbe ulteriormente infiammare la zona colpita). La cosa essenziale da fare in caso di puntura è uscire immediatamente dall’acqua per evitare di essere colpiti da uno shock anafilattico e non poter esser soccorsi adeguatamente; inoltre è conveniente lavare subito la parte colpita con acqua di mare e non dolce: è stato scientificamente dimostrato che l’acqua dolce favorisce la scarica del veleno iniettato dalle cnidocisti, mentre l’acqua marina pare diluire la tossina.
Non esistono antidoti specifici per combattere l’azione di questa tossina, ma per avere un’immediata azione antiprurito è vantaggioso applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio. Inoltre è assolutamente necessario non esporre la parte colpita al sole, ma tenerla coperta finché l’infiammazione non si esaurisce. In questa maniera si evita che sulla pelle restino segni o cicatrici. Questo perché l’area di pelle colpita dal veleno tende a scurirsi in quanto resta sensibile alla luce solare.
Insomma, attenzione, precauzione, ma se proprio non volete stare attenti, fregarvene e star sereni, allora provate a portarvi dietro un “cacciatore di meduse” come questi del video!
fai-da-te











Madonna quante meduse O.o :culo:
Ho scoperto che se si va in Calabria si rischia grosso con le meduse, ci sono quelle piccole e rosse che creano sulla pelle delle bruciature :paura:
Bello l’articolo ma una piccola precisione è d’obbligo (ricordi? Sono quello dello squalo goblin :P ). Non sono le dimensioni delle meduse il problema, ma le tossine, un po’ come per i ragni, le dimensioni non contano, il veleno si. Meduse con un ombrello di un metro sono totalmente innoque mentre ad esempio la vespa di mare di dimensioni sicuramente più contenute ma non trascurabili può uccidere in meno di mezzora. L’antidoto per questo animale che è considerata la medusa più pericolosa esiste, ma a volte non si fa in tempo, un buon metodo per bloccare la tossina è l’acido acetico spesso infatti in Australia sulle coste vengono vendute boccette di aceto per tenere sotto controllo la vittima prima dell’arrivo in ospedale.
Come al solito grazie per l’illuminazione :D ! L’articolo è di una nuova scrittrice di PausaXn quindi per questa volta non prendertela con me per le imprecisioni :asd: . Scherzi a parte hai ragione su tutta la linea… potresti illuminare molte persone con qualche curiosità in più scritta di tuo pugno :P —> http://www.pausaxn.it/2010/08/scrivi-su-pausaxn-e-guadagna/
Ciao Lilluminologo hai ragione a dire che non contano le dimensioni (:nerd: :stralol:) quanto la potenza del veleno. La mia però non era una supposizione del tutto sbagliata (almeno credo!) perchè intendevo dire che più è lungo un tentacolo, più cnidocisti dovvrebbero esserci. Quindi sale il rischio di esser colpiti. Ovviamente, come hai ben sottolineato tu, ci sono certe specie di meduse che pure essendo minuscole, hanno una capacità venefica 50 volte maggiore delle sorelle più grandi. Quindi c’è poco da scherzare anche con le piccoline!!!
Mi sono documentata sull’acido acetico. Molto interessante ed utile a sapersi. Grazie della segnalazione ;)