Che la guerra comportasse problematiche psicologiche a chi si trova a doverla combattere, è risaputo. Ma che anche i militari a quattro zampe soffrissero della sindrome dei veterani non è una notizia che tutti sanno. Eppure è sempre più frequente che cani addestrati per varie mansioni in ambito militare, ritornino dalla guerra seriamente compromessi. E’ il caso di Gina, cane militare dell’esercito americano esperta in esplosivi, un pastore tedesco tornato dall’Iraq totalmente diversa dopo sei mesi tra bombe e granate. Aveva già cominciato a dare segni di disordine dopo qualche mese, quando terrorizzata, si nascondeva sotto i mobili e le sedie, non appena sentiva qualche rumore. Ma poi, quando il convoglio su cui viaggiava è esploso a causa del passaggio su una mina, si è sancita la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Tornata alla base, in America, nel Colorado, i veterinari e psicologi specializzati nell’ambito del comportamentismo, le hanno diagnosticato il Disturbo Post Traumatico da Stress, sostenendo l’ipotesi (contro coloro che ritenevano improprio attribuire a un cane una diagnosi prettamente umana) che forti traumi producono gli stessi sintomi negli uomini quanto negli animali.
Gina ha da un anno iniziato una terapia fatta di camminate, coccole, corse, assieme alla sua addestratrice. Gradualmente è riuscita a reintrodursi nella vita militare, superando piano piano i timori legati alla sensazione di rivivere il trauma.
Ha riacquistato molte delle sue qualità, anche se i medici hanno sconsigliato di reinserirla nella missione di guerra, poiché il trauma assopito potrebbe risvegliarsi e procurarle ulteriori seri danni. La miglior cosa da fare è farle compiere attività che le consentano di unire i vecchi apprendimenti con i nuovi, in modo da farle collegare azioni un tempo legate al trauma subito ad altri tipi di condizionamenti.
cani, guerra










Gli animali sono molto più sensibili dell’uomo, figuriamoci in guerra quanto stress possono accumulare :sad: