7′ puntata. Una volta oltrepassato il portone del palazzo, Gaetano e il coniglio Alba iniziarono a sentire un’odore inumano, come se tutti gli stronzi del mondo confluissero in quel luogo. “a signò, ma che è sta puzza de mmerda?” disse Gaetano con discrezione. “sono io, caro mostro delle sabbie… È un incantesimo che il mago Strunzus ha lanciato mille anni fa’ sul mio colon” Il coniglio aveva già subito sedici giorni di orrore, viaggiando con Gaetano, e iniziò a sentire le forze venirgli meno, mentre vomitava in ogni angolo del castello. “vi prego di non far caso ai rumori che faccio, signori”disse Flatulea, mollando un botto micidiale al retrogusto di pesce morto. Alba era paonazzo. Avrebbe voluto fuggire dal castello, ma a quel fetido luogo era legata la sua salvezza. Ciononostante, si sentì morire quando Flatulea propose “è tardi, miei graditi ospiti. Vi invito a cena con me. E domattina, dopo un buon riposo, guariremo Gaetano dalle sue ferite.”
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